Non è Natale senza l’ormai tradizionale fiore: la Stella di Natale. Questa pianta, nota anche come poinsettia (poi ti spiego perché) è originaria del Messico e dell’America Centrale, dove cresce spontaneamente come un arbusto. Localmente viene chiamata Flor de Noche Buena (“Fiore della Notte Santa”) o cuetlaxochitl (lingua Nahuatl), e per completezza ti dico che il suo nome scientifico è Euphorbia Pulcherrima. Pensa che la Stella di Natale veniva impiegata già al tempo degli Aztechi per decorazioni e medicine. La sua diffusione negli altri paesi, si ebbe grazie all’ambasciatore americano in Messico, Joel Roberts Poinsett, che, attorno al 1825, per primo portò con sé delle talee in USA per coltivare questo fiore nella sua serra in Sud Carolina. In seguito, la pianta si diffuse rapidamente e iniziò a essere venduta commercialmente da vari vivaisti intorno al 1830, di cui uno dei più noti è Robert Buist. Chiaramente la pianta venne chiamata Poinsettia proprio in onore del diplomatico americano Poinsett.

Woman with a poinsettia, 1910. Joel Poinsett, diplomat, statesman and amateur botanist. Portrait: Chas. Fenderich, 1838.
Ecco il significato della Stella di Natale o Poinsettia: simboleggia principalmente amore, gioia, purezza, speranza e rinascita, umiltà.
Qui alcune indicazioni per prendersi cura della Stella di Natale. Con le giuste attenzioni può vivere a lungo e rifiorire anche negli anni successivi. Ama gli ambienti luminosi, ma non il sole diretto, che potrebbe danneggiare le foglie; l’ideale è collocarla vicino a una finestra ben illuminata, al riparo dai raggi solari diretti. La temperatura ideale si aggira tra i 18 e i 22 gradi: teme il freddo, le correnti d’aria e gli sbalzi termici, per questo va tenuta lontana da porte aperte, finestre, termosifoni e stufe. L’annaffiatura deve essere moderata: è importante bagnare la pianta solo quando il terreno risulta asciutto in superficie, evitando assolutamente i ristagni d’acqua nel sottovaso, che possono causare il marciume delle radici. È consigliabile usare acqua a temperatura ambiente. La Stella di Natale predilige un ambiente con un livello di umidità non troppo basso; se l’aria di casa è molto secca, soprattutto in inverno, si può vaporizzare leggermente l’aria intorno alla pianta, senza bagnare direttamente le foglie. Il terriccio deve essere ben drenante e il vaso deve avere fori sul fondo per permettere il corretto deflusso dell’acqua.
Un’alternativa molto elegante al dono della Stella di Natale è l’Elleboro, a sua volta noto come Rosa di Natale, per la forma dei suoi petali e la fioritura invernale.
L’elleboro è carico di una simbologia complessa e ambivalente. Nell’antichità era considerato una pianta capace di scacciare la follia e purificare la mente, utilizzata anche per formulazioni medicali: si riteneva che l’elleboro potesse curare la pazzia e liberare dagli spiriti maligni. Nel Medioevo, invece, la sua natura velenosa lo rese simbolo di pericolo, morte e stregoneria, ma anche di protezione contro il male.
Con il tempo, soprattutto nella tradizione cristiana, l’elleboro ha assunto un significato più positivo. Fiorendo in inverno, anche sotto la neve, è diventato simbolo di resistenza, rinascita e speranza. Viene particolarmente associato alle festività natalizie perché era spesso presente nei chiostri dei conventi e, data la sua fioritura invernale, utilizzato per decorare gli altari nel periodo di Natale.
Simbologia e cura dell’Elleboro: l’Elleboro è simbolo di magia, rinascita, superamento delle difficoltà, speranza. Grazie alle sue meravigliose fioriture durante i mesi freddi, ci sono poche piante che possono rivaleggiare con lui. L’elleboro predilige una posizione luminosa ma non esposta al sole diretto, soprattutto nelle ore più calde. L’ideale è la mezz’ombra, ad esempio sotto alberi o arbusti che filtrano la luce. Tollera bene il freddo e non teme il gelo, anzi le basse temperature favoriscono la fioritura; soffre invece il caldo eccessivo.



